sabato 30 ottobre 2010

VENNE IL GIORNO

Questa è la storia della fine delle diversità conviventi.
In un tempo lontano le ninfe,i nani,i fauni,gli gnomi,i folletti e le fate vivevano in superficie e sotto il cielo che da sempre accomuna.
C'erano le diversità che era patrimonio e le incomprensioni che era palestra di tolleranza.
Non c'erano confini,non c'erano bombe,non c'erano polveri sottili.
C'erano i clan e i grandi capi,c'era la diplomazia,c'era lo studio,la musica e ogni forma d'arte.
C'era anche l'uomo ma ancora era stolto ed ottuso,con fame di sapere e dovere di capire.
Il sesso aveva ancora un senso e l'amore non era condizionato dal sesso.
Le ninfe seducenti rapivano per una notte passanti attratti dalla melodia che Pan improvvisava e l'orrore della guerra ancora non si conosceva.
Le acque sapevano essere anche torbide ma comunque erano pure,i venti soffiavano ancora pettinando le erbe che nascevano sulla terra sterile e il fuoco era giudice ed esecutore..
Un guerriero forte e giusto..
Gli alberi ancora parlavano liberamente e la creatività degli abitanti unita a spontanea immaginazione partoriva una magia che diventava dato di fatto e solo in un mondo genuino ciò può manifestarsi..
Solo allora fù.. fù e non fù più.
Arrivò il giorno che non doveva essere e così nacque l'arte della guerra..arte non arte.
Fù l'uomo a partorire tale orrore e così venne il giorno che l'uomo iniziò ad avere sete di conquista.
Volle imporsi e iniziò la sua campagna.
I nani e gli gnomi iniziarono a scavare sotto terra e le fate e i folletti fornirono a loro legna e pietra,solidarietà e fratellanza.
Le ninfe distrussero i ponti e deviarono i corsi d'acqua dando origine ai confini,i fauni invece raggiusero le vette più inospitali.
Pan avvertì gli alberi e gli animali e quando tutti furono avvisati le creature della terra si rifugiarono sotto terra e da quel giorno non uscirono più.
Da quel giorno non videro più il cielo.
Gli alberi divennero muti e gli animali costretti a vivere in superficie iniziarono per la prima volta a scappare e a nascondersi dall'uomo ormai mutato.
L'intelligenza umana partorì la violenza e i suoi strumenti di terrore e così venne il giorno del dolore.
Venne il giorno dove il sangue cominciò a sporcare la terra e l'assurdo è che era sangue dell'uomo.
Si perchè l'uomo non trovò nessuno da uccidere e sottomettere,così iniziarono a uccidersi a vicenda e così venne il giorno della guerra.
Passarono millenni e la guerra infestò il nostro mondo..
passaron millenni e qualcuno aspetta ancora di poter rivedere il cielo.

FINE

DIARIO E FILOSOFIA

                    "Diario di un periodo"
                                   di
                  NAEIONE CEEATOIATLI

              Prima parte (e forse l'unica)






Questo è l'inizio del mio diario,come d'altronde potrebbe essere anche la fine,ma cercherò comunque di sintetizzare l'espressione identificando questo scritto come l'inizio della fine.
A dire il vero non sò nemmeno che giorno sia,ma aggiornandomi consultando il display del telefonino posso dichiarare che mi trovo in un schifosissimo 12 marzo dell'anno 2006,per l'esattezza sono le 10:43 antimeridiane e posso anche dire che il risveglio stamane è stato una merda!
Credo di essere in crisi..ma per quale motivo?
Beh...penso di iniziare a capire...forse ho raggiunto tramite la morte apparente e l'alterazione di coscienza alla genuina visione della verità in terra.
E' come se conoscessi già la fine di un film;è come se avessi già letto l'ultimo capitolo di un libro;l'unica cosa che goliardicamente m'aggira è la sintetizzazione del mio sapere in flashback pluriunitari.
Se l'ignoranza è ciò che ci salva allora con me non funziona;se studiare rende consapevoli di essere ignoranti allora forse è meglio ignorare anche quello che ci rende consapevoli;a volte il sapere può traumatizzare l'essenza del nostro essere.
L'essere ha la capacità neutrale di reagire,mentre la volontà è l'unico principio d'origine della reattività del nostro essere.
Ciò che ci può portare all'incompleta perfezione è l'equilibrio tra volontà e conoscenza,partorendo così la capacità di reazione e valutazione.
Il controllo delle emozioni è il pneumatico del nostro mezzo spirituale...
...ed io da un bel pezzo stò procedendo sui cerchi.
Ho sbagliato qualcosa ma devo ancora riconoscere l'errore,anche se sinceramente continuo in continuazione ad avvertirne il fetore solido che da un bel pezzo mi perseguita.
L'imperfezione è parte della nostra natura ma la correzione fà parte della nostra capacità di evolvere,l'unica cosa che può distoglierci dal nostro cammino è il farci trascinare dai sentimenti,inquanto il sentimento elimina l'imparzialità di valutazione.
Ed ecco che quindi l'errore è stato identificato,ma il mio essere tende a ignorarlo...l'uomo vive di sentimenti,ma non riesce a distinguere i due tipi di sentimenti:esiste il sentimento puro e quello impuro.
Quello puro è quello provato singolarmente senza possibilità di condizionamento esterno;quello impuro è quello provato nella pluralità soggetta al condizionamento mediante il sentimento plurale.
Il sentimento plurale dà origine all'errore di valutazione spirituale;l'errore di valutazione spirituale conduce la civiltà all'autodistruzione;l'autodistruzione è fomentata dal singolo elemento in difetto.
Ma come esiste il sentimento puro e quello impuro dato dalla singolarità incondizionata e dalla pluralità condizionata,esiste anche l'autodistruzione di massa e quello singolare data dal singolo errore di valutazione mediante il sentimento condizionato.
Ed è propio questo il punto:il sentimento impuro non deve impadronirsi della nostra psiche,inquanto se la nostra psiche diviene preda del sentimento impuro,il principio d'origine della reattività del nostro essere viene annullata cosìchè il singolo elemento si smarrisce nell'errante pluralismo sociale.
Ma sè l'errore è di natura individuale e incondizionata?
Allora a quel punto deve intervenire la capacità di valutazione che è l'unica possibilità di riscossione dei nostri atti.
Io momentaneamente sono in cerca della soluzione al mio problema:il mio unico problema è di non riuscire a tornare sulla via della purezza mentale.
Mi sono lasciato coinvolgere da agenti esterni,da sentimenti tanto impuri quanto umani,dalla spontaneità del nostro esserre ignoranti,o molto più semplicemente dal nostro sapere ignorare.
Secondo un punto di vista(nonchè il più adottato dalle masse)è molto meglio ignorare inquanto eliminiamo il marciume ideologico figlio della consapevolezza che risiede nei nostri crani.
Questo lo possiamo chiamare menefreghismo,ignoranza,superficialità,ma è sempre la stessa cosa:abbandono dell'evoluzione interiore che dovrebbe essere parte integrante del cammino dell'uomo.
E ciò che al giorno d'oggi si manifesta infestando la nostra comunità è l'incapacità di analisi e valuta da parte della coscienza del singolo individuo.
L'uomo per natura tende ad aggirare l'ostacolo inquanto per logica primaria è il percorso piu facile da percorrere,ma la logica primaria non sempre è quella giusta...sopratutto se condizionata dal sentimento impuro.
Ma dopotutto la massa non m'interessa,ovvero mi interessa su un secondo piano...il primo è il mio percorso.
Mi sono fatto trascinare dalle "tentazioni di sensazioni" trovandomi così impantanato nella semplicità comune.
Ma mentre chi non è consapevole del tutto vive nella sua ipnotica realtà,io inconsapevolmente continuo a lavorare passivamente causando così un sovraccarico d'attività psichica che molto spesso mi porta fuori dal selciato.
A questo punto mi ritrovo incredibilmente fragile,se adesso non riesco a togliermi da questo pantano mentale avrò fallito...l'unica soluzione è la meditazione.
Nell'ultimo biennio mi sono abbandonato ai vizi più comuni ritrovandomi così in poco tempo in completa decadenza.
Dov'è finita la mia forza?
E' forse questo il punto debole del nostro essere?
Il vizio?
Beh...penso propio di sì.
Quindi una volta capito questo si è in grado di ritrovare in fretta la traccia della conoscenza e della purezza di spirito,ma più ci si inabissa nell'errore più è difficile tornare in superficie ed elevarsi.
Dovrò inanzitutto equilibrare me stesso,dopodichè dovrò trovare l'equilibrio tra mè e il resto.
Credo che l'uomo con la volontà può raggiungere qualsiasi scopo e che in alcuni casi potrebbe anche annullare il concetto di utopia.
Secondo me l'utopia è un cestino dove gettare tutti i nostri fallimenti,dal momento che c'è la vita secondo me è tutto possibile!
La vita è solo una probabilità che si è manifestata,l'unico filo conduttore che unisce il divino con la scienza è la matematica.
Tutto è matematica:la geometria,il moto,l'idea,l'azione,la morfologia e il pensiero,insomma...tutto!
L'intero percorso di ognuno di noi e traducibile in una semplice espressione,persino la creazione divina(se vogliamo chiamarla così) è frutto di un calcolo,perciò possiamo dire che uno dei ultimi misteri è propio questo: dove inizia la matematica?... Viene percepita e interpretata da noi mediante impulsi eletrochimici,ma c'è qualcosa che dà un moto a tutto questo ed è ciò che si manifesta nello spazio tempo.
La razza umana ha ancora molto da imparare ;se tutto è sintetizzabile in semplici espressioni allora c'è davvero bisogno di chiedersi chi ha davvero creato la matematica!
Forse il verbo donatoci dal creatore non è nientemenochè matematica?
Se fosse così ci verrebbe da pensare che il nostro Dio potrebbe anche essere uno scienziato pazzo!
La nostra esistenza potrebbe essere una specie di bio-game?
Beh...sarebbe assurdo affermare ciò ma una probabilità in effetti c'è,quindi questa resta sempre una teoria,per quanto assurda possa sembrare tutto segue una logica ben precisa,nonchè un fottuto calcolo matematico!


03\2006


Dentro il frigo solo ketchup.
Attorno il frigo la terra.
Sulla terra nazioni.
Nelle nazioni politica...
...Destra o sinistra?..
..Cos'è la destra?..
..Cos'è la sinistra?..
..scorie ideologiche bellicose o scorie belliche ideologiche?
..figlie del socialismo nazionalista e internazionalista oppure la stessa cosa?
Perchè rancore?..
..scorie ideologiche bellicose o scorie belliche ideologiche?
..o molto più semplicemente rancori luttuosi ereditari?
Forse non solo il tempo è la pia illusione dei sensi?..
..pure destra e sinistra?..
..anche la pseudopolitica della prole?..
..e il costituzionalismo?..
..dov'è l'origine del"tutto"?..
..forse necessità comune definita diversamente?..
..o diversamente interpretata?
Potrebbe essere una tela inquadrata da diverse angolazioni?
O diverse tele inquadrate da un'unico punto di vista?
E che c'era prima della destra e della sinistra?
Forse sempre e solo padroni e servi?
Ricchi e poveri?
Giusto e sbagliato?
Pochi e tanti?

LORENZO IL DISADATTATO

Era ancora un uomo Lorenzo?
Apparentemente si,ma stava crescendo in lui un qualcosa che plasmò la sua coscienza a tal punto di renderlo incompatibile col resto della civiltà umana.
Lui non capiva eppure ragionava razionalmente senza eccedere;senza creare barriere di pensiero.
Così se ne andò dalla città caotica e al collasso.
Andò a vivere sulla cima di una collina e dopo aver fatto quel passo iniziò ad analizzare la civiltà umana dall'esterno.
E non trovava un senso logico al tutto...
Sapeva che viveva in un mondo dove un'ecosistema perfetto e mutabile dava la possibilità al tutto di esser definito come tale e non..
Due sole cose erano in grado di alterare o distruggere questo equilibrio:l'imprevisto che è tanto casuale quanto ciclico e poi la razza umana..in grado di sfruttare,avvelenare e rendere inospitale il mondo che tutti ospitava.
Dall'oro organico all'orso polare.
Quindi mentre scorreva il tempo per Lorenzo era sempre più impossibile capire il propio simile,a tal punto che iniziò a dubitare persino sulla propia specie.
Perchè lui,componente di una minoranza impercettibile,era incompatibile col sistema socioautoritario?
Perchè un sistema che produceva guerre,disuguaglianze,dolore,sofferenze,ingiustizie,sfruttamento umano e delle risorse,inquinamento,separazione degli isotopi e così poi atomicità bellica,antimateria e antimotivanti,antineri e antirossi,manipolazione genetica ed errore non ammesso?
Perchè l'uomo era l'unico essere vivente non in simbiosi con tutto il resto?..
Beh..non gli serviva certo uno scenziato per teorizzare stupidi meccanismi immaginari...
Dentro sè aveva una risposta ma non poteva constatare se vera o falsa:l'uomo forse non appartiene a questa terra..
L'uomo forse è un'ospite arrogante e pronto a delinquere.
incapace di organizzarsi efficaciemente ma abile nel saper riassemblare i cocci che rompe.
L'uomo che è divisione tra pensiero e azione,tra controllo e prevenzione,tra denaro e corruzione.
Forse la politica poteva servire?
No.
No perchè la politica divide il popolo e lo mette contro,altrimenti pochi non potrebbero controllare tanti seduti su un trono d'ingiustizie.
Chi comandava aveva capito..
E' semplice:più partiti e religioni ci sono e più è facile impedire la formazione di un'unità libera e cosciente in grado di scavalcare certe frontiere psicologiche che sono le sbarre che rinchiudono la libertà e l'equilibrio per poter esser fieri di essere quello che siamo.
Ma c'è sempre più individualismo che può essere concime per la società o semplicemente un eremo ben lontano.
E chi comanda e gestisce,negli anni ha affinato le tecniche e soggiogato il popolo con un'ipnotico materialismo che annulla la persona intrattenendola finchè le tossine prodotte da quei pochi che hanno il potere di decidere per il prossimo non ucciderà il pianeta insieme alla nostra specie.
Lorenzo sperava che fosse quella la spiegazione della metafora di Giovanni..
Che il rigetto di un sistema che ha fallito possa selezionare naturalmente i pochi degni di abitare quello che una volta era il paradiso.
Ma era quasi impossibile ciò e Lorenzo si sentiva diverso dal suo simile.
Si sentiva più bestia per il suo rapporto col tutto e forse una bestia pensante avrebbe potuto fare meglio dell'uomo ma lui era uomo bestia.
Diventò uomo bestia e come tale col passare del tempo divenne sul serio parte integrante del creato perchè imparò a vivere in un sistema non pensato ma spontaneo...naturale.
Forse la giustizia e la coscienza non sono spontanee?
Si ma l'uomo non segue l'istinto e studia come negare la vita al prossimo vittima di un sistema che non funziona.
Vittima di sè stesso e delle masse,vittima dell'alterazione che finirà per distruggerlo.
Lorenzo non stava bene.. ma non perchè era diverso.. era solo l'eccezione che poteva fare la differenza ma ovviamente era tassativamente incompreso.
Ma l'origine di questo squilibrio?
Siamo parassiti o due specie distinte e disuguali di esseri umani?
Lorenzo ogni giorno si poneva domande diverse e al limite dell'assurdo,ma l'assurdo definisce l'opera dell'uomo.
LOrenzo poteva porsi domande sino alla fine dei suoi giorni ma non avrebbe avuto senso.
una risposta dentro di sè l'aveva e chiudeva il cerchio che racchiudeva la sua purezza di spirito.
Spirito comunque peccatore inquanto umano ma evoluto,sofisticato e in simbiosi con il tutto.
Lorenzo visse felice e contento mentre le masse correvano verso il precipizio.

                                      FINE

ELOGIO ALLA GRANDE MADRE

Amo la terra...creazione in perfetto equilibrio...
Ogni suo angolo è colmo di fascino...
Gli alberi danzano al suonar del vento...
La roccia mostra la sua maestosità...
I torrenti la loro forza...il fuoco la sua ferocia...
La pioggia casca dal cielo a volte fuor di senno...
Il vento corregge..plasma..punisce...così com'è lui:generoso e severo...
Il sole dà ciò che serve impetuoso..la Luna rassicura e veglia la notte...
Rispetto i suoi abitanti...dall'orso allo scorpione...dall'aquila al serpente...
Mi meraviglio dinanzi a tale perfezione...non posso che ammirare...
Sgargianti colori sfumano lo scorrere di un tempo inesistente ma pur in movimento...
Adoro la Terra...amo la Terra...rispetto la Terra...
Mi aggrappo al suo seno..prendo esempio..cerco di comprenderla..voglio capire il segreto del perfetto equilibrio...trarne insegnamenti...
Colei che ospita e dà la possibilità di esistere ad ognuno di noi...
Colei che ci avvolge e ci protegge...
Colei che ci concesse il parto...
Ma pur adorandola non posso difenderla...sono solo un'uomo...
La vedo ora...avvelenata...distrutta...sofferente e malata...
Ciò che era perfetto in assoluto sin dal principio stà per essere annientato da ciò che nemmeno lontanamente può competere con tale perfezione:l'esistenza e l'influenza dell'uomo...
Vado sulla montagna...chiedo permesso...arrivo in cima...
Lassù dove puoi vedere tutto ciò che ti circonda...
le valli...le cime...i torrenti...i boschi...le roccie...l'orizzonte limpido e non...
Il vento mi mette a dura prova...ma la sua forza dopo un pò diventa una carezza...
Il pendio del terreno e l'ostilita delle roccie dopo avermi reso il cammino difficile ora tengono lontano coloro che non sanno aprezzare nella sua essenza il profilo seducente e venerabile dell'amata Terra...
Colei che da lassù si confida...si mostra timida...colei che consiglia...
Ahimè che triste sorte l'attende...
Lei...giusta,perfetta,ospitale,divina e generosa...
Lei vittima...lei così com'era...lei così come diverrà.





                             NAEIONE CEEATOIATLI

DELIRIVM

Sospiri nella notte fiancheggiano il sinistro rumore,
haimè! Pover'uomo,non sei vincitore,
dei tuoi gesti sei schiavo come la luna  e cielo,
da un pò non c'è sereno,dentro di te il gelo.
La notte ti scompiglia l'inonscio più selvaggio,
non rispondi di te,non torni più dal viaggio.
E se non c'è ritorno,nè un'amata ad aspettarti,
latitante nei meandri,vento e pioggia a guidarti,
nel sentiero dei dannati,la tua ombra è tentazione,
luce fredda ad aspettarti,un'eterna maledizione.
Or son passati i secoli, dove non scorre  il tempo,
passeggero con Caronte,l'animo non s'è spento.
I loro,i nostri, i tuoi e gli altri,
dove sono i vicini,i più scaltri ad abbagliarti,
ma se poi è la stessa cosa, dove stà la differenza,
tu chiuso nella stanza o sul molo in partenza..
..non c'è ragione alcuna nè  logica subliminare,
la seconda parte è una, come per tre il fare,
Non afferi il concetto e il tuo gioco non capisci,
nella melma sotto il picco ,ti ci ritrovi e strisci.
E ancora una volta ,all'assedio della fortezza,
nella lotta alla fine, troverai la purezza.





Dietro il colle c'ero ancora,ma mi trovai senza tempo,
allo specchio un bambino,un mostro e un tormento,
folgore della follia, accecante e affilata,
piango sul mio sangue, nella cella gelata,
vagabonda la pazienza, in letargo la ragione,
il treno è in partenza, ma dove stà la stazione,
l'oriente è ormai distante, tu hai già sopportato,
io troppo irritante, non sono ancor' rinato.
Ma cosa serve servire a sè stessi ,e capire se serve il mio dire,
ahimè per uscire ,non c'è tempo per dormire.
tempo...tempo...e tempo...
..spazio ,spazio, fuoco e fomento ,
..tempo... tempo ...lento... lento..
..spazio e strazio ,il ritmo s'è spento.





Ero solo, nel deserto,
una luce fioca, solcò il ventre acerbo,
e dal cielo cadde il fuoco,
persi la strada,non trovai direzione,
l'oblazione di coscenza era là ad aspettarmi,
ad oriente...dove risorge il sole,
un serpente mi freddò e in un attimo toccai  sabbia,
allora vidi dio padrone e padre, e il sergente  disertò,
non ne volle più sapere...
e il veleno allora raggiunse il delta del nilo,
i colli cambiarono forma,
l'amore era ormai distante,
anch'esso non  volle sapere,
esso era stanco,
esso ha virato,
esso ha cancellato.
Allora arrivò il cammello, la fenice e l'agnello,
dal cielo cadde una goccia e schiacciò la mia pupilla,
ero distante da casa,nel centro del non definito,
nella sfera dell'inganno,
un cuore spento sotto terra.
Poi giunse  notte e la tenebra si presentò,
lei che sino ad allora si nascose nella mia ombra,
comparve di fronte e mi diede le ali,
ma ero prigioniero del mio incubo e la serpe si allontanò.. saggia..
la fenice mi scaldò,
il cammello mi dissetò e l'agnello  mi diede l'innocenza,
allora vidi la porta di casa e l'amore coi piedi a bagno nel Fiume..
..vidi l'alba e feci ritorno,ma in verità...ritoccai sabbia,e ritornò la notte.

LUCIDA FOLLIA

Ahimè,l'analisi conscia viene scambiata per lucida follia e l'incomprensione accoppiandosi al menefreghismo egoista hanno partorito il fattore incriminante fondatore d'ignoranza.
Dignità,coscienza,riflessione e correzione sono andati smarrendosi nel tempo o forse noi li abbiamo smarriti.
Evoluzione o devoluzione?
Giustizia che è miraggio o libertà che non esiste e mai c'è stata?
Illusioni?
Illusionisti sovrani e lavaggio del cervello tramite manipolazione d'istruzione?
Democrazia fondata sulla repressione e sul controllo della storia?
Storia che finisce là dove il vincitore somministra vere e false verità?
Storia di chi?
Dei sovrani,dei cardinali,di inquisitori e popoli aggirati dalla menzogna e dalla vigliaccheria?
Da feudatari e cellerini?
Da banditi che hanno sempre voluto rappresentare un'istituzione autoritaria e spietata?
Onori alla patria ma non al fronte..
Al fronte c'è l'inferno vero che si manifesta..
Che terrorizza e uccide..
Che può solo macchiare le pagine di storia e la coscienza degli ufficiali..
Tutti eroi al tavolino..
Tutti uguali in trincea..
Da sempre..poca differenza.
Che mandino i loro cavalieri saccheggiare i raccolti e a seminare fame e odio legittimo.
Che mandino le loro testuggini a rompere le teste di chi reclama diritto..
Che imprigionino le menti migliori nelle loro celle,o che provino a corromperli con metodica codarda.
Ma che continuino a temere i poveracci che rendono i sovrani e le sovranità quello che sono perchè questo flusso di arroganza e di brutalità che si manifesta ormai da secoli può essere fermato da chi insieme lotterà per la giustizia,per la fine dei sopprusi dei tiranni,per un futuro giusto e migliore.
Perchè se ha senso la vita e l'intelligenza dell'uomo allora per certo il male sarà sconfitto..
Perchè altrimenti non avrebbe un senso e la vera civilta,la vera libertà,la vera democrazia resterebbero alveari appesi agli alberi delle favole..
Ma il male che è stato,il male che è,e il male che verrà non ha nulla di fiabesco e per i prossimi è necessaria una crisi,una guerra e una rivoluzione educativa fatta d'intelligenza e di spirito,di unità e di onore,di guerra e di pace.
Ma se tutto ciò viene scambiato per lucida follia?..
Allora viene scambiata la normalità con una maggioranza offuscata dalla frenesia quotidiana e da un collettivismo illusorio controproducente e autolesionista.
Lucida follia...

POESIA E NOTTE

Giunse il primo inverno o forse la prima estate.
Arrivarono i giganti e cambiarono il primate.
Crebbe la civiltà di paripasso con la guerra,
così per la prima volta comparve la pace in terra.
Ma tutto è ciclico e il tutto è moto,
il tempo un'illusione,lo spazio il vuoto.
La conoscenza fù nascosta e l'illusione venne distribuita,
nacque l'utopica libertà,una menzogna infinita.
Così con tutto ciò nacque pure il lamento,
e così proseguì sino alla fine del tempo.





Vivere è difficile,vivere è bello.
Nel bel mezzo del raccapriccio è presente la bellezza,
dove non esiste il giudizio è presente la freschezza.
Fraschezza d'esser vivi,freschezza e naturalezza,
in mezzo a tanto male per ognuno una carezza.
Col passar del tempo s'impara e s'incassan colpi,
forse questa è vita,lei dai mille volti.
Così difficile,così dura,
così inmensamente bella,così...natura.
Tante cose da fare in così poco tempo,
tanto male in questo mondo ma comunque v'è il contento.
Il sorriso di un'infermo,la felicità di un'emarginato,
v'è sempre peggio ed è questo il creato.
Vivere è difficile,vivere è bello,
vivere è questo,ma è pure quello.





Donna,non v'è cosa più bella.
Dentro ognuna un mistero,una grotta da esplorare,
ognuna col suo velo,una stella da ammirare.
Così vicina all'uomo,e allo stesso tempo così distante,
lei con l'istinto materno,lei sogno di ogni fante.
Ancor difficile da elogiare per contraria incomprensione,
ancor difficile da domare per forza della ragione.
Donna che senza di essa non esisterebbe differenza,
donna che senza di essa sarebbe solo una carenza.
Così bella fuori,cosi forte dentro,
l'uomo senza di essa sarebbe un fuoco spento.
Donna che è madre,donna che fà il padre,
donna che cresce i figli,donna che non cade.
Donna cosi com'è,così come la vogliamo,
donna nei nostri sogni,donna che desideriamo.
Donna a volte vittima,donna che sà lottare,
donna perchè donna,solo donna da venerare.





Scende ogni giorno la tenebra e così si fà notte,
Il silenzio si può ascoltare,il vento accompagna una sinfonia tanto naturale quanto meravigliosa,i predatori cacciano,gli uccelli notturni pure,la luna tinge d'argento il suolo ed ogni albero ringrazia.
Così ciclica e misteriosa,così custode,così padrona,giusto un pò di neve può completare la mutazione.
Notte come un passaggio,notte col suo linguaggio,notte consigliera e notte regina.
Inoltratevi là dove non c'è l'uomo se non capite e adorate la notte con la sua magneficenza.
Cosi come il giorno svela tutto ciò che possiam vedere,la notte c'e la nasconde ed è tutto da scoprire.
Regina della quiete,madre del riposo,ci dona ogni giorno un tesoro diverso,avvolto dall'oscurità e protetto dal segreto.
Lei così misteriosa,lei così spaventosa,lei che solletica l'immaginario collettivo,lei che è padrona del suo tempo,lei col silenzio e il vento.
Notte.