"Diario di un periodo"
di
NAEIONE CEEATOIATLI
Prima parte (e forse l'unica)
Questo è l'inizio del mio diario,come d'altronde potrebbe essere anche la fine,ma cercherò comunque di sintetizzare l'espressione identificando questo scritto come l'inizio della fine.
A dire il vero non sò nemmeno che giorno sia,ma aggiornandomi consultando il display del telefonino posso dichiarare che mi trovo in un schifosissimo 12 marzo dell'anno 2006,per l'esattezza sono le 10:43 antimeridiane e posso anche dire che il risveglio stamane è stato una merda!
Credo di essere in crisi..ma per quale motivo?
Beh...penso di iniziare a capire...forse ho raggiunto tramite la morte apparente e l'alterazione di coscienza alla genuina visione della verità in terra.
E' come se conoscessi già la fine di un film;è come se avessi già letto l'ultimo capitolo di un libro;l'unica cosa che goliardicamente m'aggira è la sintetizzazione del mio sapere in flashback pluriunitari.
Se l'ignoranza è ciò che ci salva allora con me non funziona;se studiare rende consapevoli di essere ignoranti allora forse è meglio ignorare anche quello che ci rende consapevoli;a volte il sapere può traumatizzare l'essenza del nostro essere.
L'essere ha la capacità neutrale di reagire,mentre la volontà è l'unico principio d'origine della reattività del nostro essere.
Ciò che ci può portare all'incompleta perfezione è l'equilibrio tra volontà e conoscenza,partorendo così la capacità di reazione e valutazione.
Il controllo delle emozioni è il pneumatico del nostro mezzo spirituale...
...ed io da un bel pezzo stò procedendo sui cerchi.
Ho sbagliato qualcosa ma devo ancora riconoscere l'errore,anche se sinceramente continuo in continuazione ad avvertirne il fetore solido che da un bel pezzo mi perseguita.
L'imperfezione è parte della nostra natura ma la correzione fà parte della nostra capacità di evolvere,l'unica cosa che può distoglierci dal nostro cammino è il farci trascinare dai sentimenti,inquanto il sentimento elimina l'imparzialità di valutazione.
Ed ecco che quindi l'errore è stato identificato,ma il mio essere tende a ignorarlo...l'uomo vive di sentimenti,ma non riesce a distinguere i due tipi di sentimenti:esiste il sentimento puro e quello impuro.
Quello puro è quello provato singolarmente senza possibilità di condizionamento esterno;quello impuro è quello provato nella pluralità soggetta al condizionamento mediante il sentimento plurale.
Il sentimento plurale dà origine all'errore di valutazione spirituale;l'errore di valutazione spirituale conduce la civiltà all'autodistruzione;l'autodistruzione è fomentata dal singolo elemento in difetto.
Ma come esiste il sentimento puro e quello impuro dato dalla singolarità incondizionata e dalla pluralità condizionata,esiste anche l'autodistruzione di massa e quello singolare data dal singolo errore di valutazione mediante il sentimento condizionato.
Ed è propio questo il punto:il sentimento impuro non deve impadronirsi della nostra psiche,inquanto se la nostra psiche diviene preda del sentimento impuro,il principio d'origine della reattività del nostro essere viene annullata cosìchè il singolo elemento si smarrisce nell'errante pluralismo sociale.
Ma sè l'errore è di natura individuale e incondizionata?
Allora a quel punto deve intervenire la capacità di valutazione che è l'unica possibilità di riscossione dei nostri atti.
Io momentaneamente sono in cerca della soluzione al mio problema:il mio unico problema è di non riuscire a tornare sulla via della purezza mentale.
Mi sono lasciato coinvolgere da agenti esterni,da sentimenti tanto impuri quanto umani,dalla spontaneità del nostro esserre ignoranti,o molto più semplicemente dal nostro sapere ignorare.
Secondo un punto di vista(nonchè il più adottato dalle masse)è molto meglio ignorare inquanto eliminiamo il marciume ideologico figlio della consapevolezza che risiede nei nostri crani.
Questo lo possiamo chiamare menefreghismo,ignoranza,superficialità,ma è sempre la stessa cosa:abbandono dell'evoluzione interiore che dovrebbe essere parte integrante del cammino dell'uomo.
E ciò che al giorno d'oggi si manifesta infestando la nostra comunità è l'incapacità di analisi e valuta da parte della coscienza del singolo individuo.
L'uomo per natura tende ad aggirare l'ostacolo inquanto per logica primaria è il percorso piu facile da percorrere,ma la logica primaria non sempre è quella giusta...sopratutto se condizionata dal sentimento impuro.
Ma dopotutto la massa non m'interessa,ovvero mi interessa su un secondo piano...il primo è il mio percorso.
Mi sono fatto trascinare dalle "tentazioni di sensazioni" trovandomi così impantanato nella semplicità comune.
Ma mentre chi non è consapevole del tutto vive nella sua ipnotica realtà,io inconsapevolmente continuo a lavorare passivamente causando così un sovraccarico d'attività psichica che molto spesso mi porta fuori dal selciato.
A questo punto mi ritrovo incredibilmente fragile,se adesso non riesco a togliermi da questo pantano mentale avrò fallito...l'unica soluzione è la meditazione.
Nell'ultimo biennio mi sono abbandonato ai vizi più comuni ritrovandomi così in poco tempo in completa decadenza.
Dov'è finita la mia forza?
E' forse questo il punto debole del nostro essere?
Il vizio?
Beh...penso propio di sì.
Quindi una volta capito questo si è in grado di ritrovare in fretta la traccia della conoscenza e della purezza di spirito,ma più ci si inabissa nell'errore più è difficile tornare in superficie ed elevarsi.
Dovrò inanzitutto equilibrare me stesso,dopodichè dovrò trovare l'equilibrio tra mè e il resto.
Credo che l'uomo con la volontà può raggiungere qualsiasi scopo e che in alcuni casi potrebbe anche annullare il concetto di utopia.
Secondo me l'utopia è un cestino dove gettare tutti i nostri fallimenti,dal momento che c'è la vita secondo me è tutto possibile!
La vita è solo una probabilità che si è manifestata,l'unico filo conduttore che unisce il divino con la scienza è la matematica.
Tutto è matematica:la geometria,il moto,l'idea,l'azione,la morfologia e il pensiero,insomma...tutto!
L'intero percorso di ognuno di noi e traducibile in una semplice espressione,persino la creazione divina(se vogliamo chiamarla così) è frutto di un calcolo,perciò possiamo dire che uno dei ultimi misteri è propio questo: dove inizia la matematica?... Viene percepita e interpretata da noi mediante impulsi eletrochimici,ma c'è qualcosa che dà un moto a tutto questo ed è ciò che si manifesta nello spazio tempo.
La razza umana ha ancora molto da imparare ;se tutto è sintetizzabile in semplici espressioni allora c'è davvero bisogno di chiedersi chi ha davvero creato la matematica!
Forse il verbo donatoci dal creatore non è nientemenochè matematica?
Se fosse così ci verrebbe da pensare che il nostro Dio potrebbe anche essere uno scienziato pazzo!
La nostra esistenza potrebbe essere una specie di bio-game?
Beh...sarebbe assurdo affermare ciò ma una probabilità in effetti c'è,quindi questa resta sempre una teoria,per quanto assurda possa sembrare tutto segue una logica ben precisa,nonchè un fottuto calcolo matematico!
03\2006
Dentro il frigo solo ketchup.
Attorno il frigo la terra.
Sulla terra nazioni.
Nelle nazioni politica...
...Destra o sinistra?..
..Cos'è la destra?..
..Cos'è la sinistra?..
..scorie ideologiche bellicose o scorie belliche ideologiche?
..figlie del socialismo nazionalista e internazionalista oppure la stessa cosa?
Perchè rancore?..
..scorie ideologiche bellicose o scorie belliche ideologiche?
..o molto più semplicemente rancori luttuosi ereditari?
Forse non solo il tempo è la pia illusione dei sensi?..
..pure destra e sinistra?..
..anche la pseudopolitica della prole?..
..e il costituzionalismo?..
..dov'è l'origine del"tutto"?..
..forse necessità comune definita diversamente?..
..o diversamente interpretata?
Potrebbe essere una tela inquadrata da diverse angolazioni?
O diverse tele inquadrate da un'unico punto di vista?
E che c'era prima della destra e della sinistra?
Forse sempre e solo padroni e servi?
Ricchi e poveri?
Giusto e sbagliato?
Pochi e tanti?
CERCHIO CHE HA PERSO IL SUO CENTRO
RispondiEliminaMi sento come un cerchio che ha perso il suo centro, esattamente come in "Fata Morgana" dei Litfiba.
Sono privo di equilibrio,sono un equilibrista,sono un vagabondo senza meta ne direzione.
Temo l'amore,sono vulnerabile in amore,saprei peccare in amore.
Potrei anche diventare invalido d'amore, vittima d'amore,reo d'amore.
Una sola donna mi può fottere,ed io senza una donna sono fottuto.
Mi sento come una nave fantasma,alla deriva e privo di controllo,tra comparse e sparizioni,senza rotta ne timone, avvolto dalla nebbia,in mezzo al mar della perdizione.
Sono una bilancia senza perno,un cerchio che ha perso il suo centro.
Non potrò mai equilibrarmi,non potrò mai eguagliare ogni raggio finché non ritroverò il mio centro.
La bussola è impazzita,gira all'impazzata senza mai trovare il polo magnetico.
Io non torno a casa,trascuro tutto,mi alcolizzo,mi drogo e non trovo sonno perché ho perso il mio centro.
Lo devo ritrovare, altrimenti non c'è nulla da fare.
Sono fuori fase,sono irregolare,sono brutto, sono strano,non sono idoneo,non sono conforme.
Sopravvivo d'eccessi,la mia vita è extracirconferenza.
Non sono regolare,non vivo regolare, non penso regolare. Sono un cerchio che ha perso il suo centro,sono un cerchio che cerca il suo centro. È facile criticare l'irregolare, è assai più difficile regolare l'irregolare.
Sono demiurgo del perimetro e della circonferenza,sono un naufrago,un vagabondo,un esule,un infermo passionale.
Necessito con timore,desidero con paura, attualmente diretto verso quello da cui sto scappando.
Sono schizofrenico,sono sfinito,sono un illuso,sono impazzito.
Sono un cerchio che ha perso il suo centro,un viandante smarrito,un amante testardo,un condottiero cocciuto.
Uno che non si da per vinto neanche se disperso,un disperato aggrappato al vento.
Sono un cuore senza amore,sono un uomo senza donna.
Sono un cerchio che ha perso il suo centro,sono un cerchio col vuoto dentro.
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